Tv2000 - "Mio padre, Alcide De Gasperi”

Pubblicato il 22 gen 2019
Cento anni fa nasceva un'esperienza politica, culturale e umana fondamentale per la storia dell’Italia: con l' Appello ai liberi e forti il 18 gennaio del 1919 don Sturzo dava vita al Partito Popolare. Il documentario ‘Mio padre, Alcide De Gasperi’, di Monica Mondo per la regia di Maurizio Carta, con l’intervista esclusiva a Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista e sua principale collaboratrice, che disegna un ritratto privatissimo del padre, eppure di grande valenza politica attuale attraverso documenti, lettere, aneddoti mai rivelati e immagini private inedite.
L' Appello ai liberi e forti rappresenta il rinnovato impegno dei cattolici a partecipare attivamente al bene comune, sulla base della dottrina sociale della Chiesa. Alcide De Gasperi c'era, è stato il primo segretario del Partito Popolare dopo l’amico sacerdote e tutta la sua vita di statista vive di quell'impeto, di quella purezza ideale. De Gasperi, che tutti rimpiangono e citano, di qualunque partito; De Gasperi, primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, tra i padri dell'Europa. Un uomo è la sua storia, la sua famiglia, i suoi affetti. Un uomo grande lo si vede nel particolare, nelle piccole cose quotidiane, negli aneddoti che lo ritraggono intimamente e danno la cifra della sua personalità. È la figlia Maria Romana, testimone instancabile, accanto al padre in tutte le svolte del suo impegno, a raccontarlo: lei bambina, con il papà in prigionia, l'amore mirabile tra i genitori, la semplicità, il fascino per la natura, la fede, mai sbandierata, ma posta a sostegno di ogni azione e parola. Ne tratteggia lo stile, il coraggio, con il ricordo delle passeggiate in montagna, o del viaggio in America che diede inizio alla ricostruzione. Maria Romana con eleganza e tenerezza dialoga con suo padre, che risponde attraverso gli sguardi di tante immagini private; attraverso le sue lettere, i suoi scritti alla famiglia, resi vivi dalla voce intensa dell'attore Alfonso Veneroso sullo sfondo della sua Val di Sella, suo rifugio e luogo del cuore. Un omaggio a un gigante della storia, ma con il pensiero al futuro.

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